Un cobot mobile unisce due tecnologie: un braccio robotico collaborativo e un robot mobile autonomo, detto AMR (Autonomous Mobile Robot), che si sposta da solo nel reparto. Il risultato è un robot che non lavora in una sola postazione ma va dove serve: preleva materiale dal magazzino, alimenta più macchine, porta campioni in laboratorio.
Come funziona
L’AMR costruisce una mappa dell’ambiente con scanner laser e telecamere e calcola da solo il percorso, aggirando persone e ostacoli. Non ha bisogno di binari, nastri magnetici o linee a terra come i vecchi carrelli a guida automatica. Arrivato a destinazione, si ferma e il braccio esegue il compito: prende un contenitore, carica una macchina, sposta un pezzo.
Il problema della precisione
Un AMR si ferma con una precisione di qualche millimetro o centimetro, non sufficiente per molte operazioni del braccio. Per questo, a ogni arrivo, il robot deve “ritrovare” la postazione: con una telecamera che legge un marcatore, con un tastatore meccanico o con riferimenti fisici su cui l’AMR si appoggia. Solo dopo questa correzione il braccio può lavorare con la precisione richiesta.
Applicazioni tipiche
- Asservimento di più macchine con un solo robot che si sposta tra di esse.
- Logistica interna: prelievo di contenitori dagli scaffali e consegna alle linee.
- Laboratori: trasporto e manipolazione di campioni tra strumenti diversi.
- Turni notturni in cui il robot rifornisce le postazioni senza persone presenti.
Sicurezza in movimento
Un cobot mobile presenta rischi su due fronti: la base che si muove nei corridoi e il braccio che lavora in postazioni diverse, ognuna con il suo contesto. La valutazione dei rischi deve considerare entrambi, oltre alle combinazioni: ad esempio il braccio che si muove mentre la base è ancora in movimento. In genere si impone che il braccio resti fermo e raccolto durante gli spostamenti. Anche gli AMR hanno norme di sicurezza specifiche, che si aggiungono a quelle dei robot industriali richiamate nella guida sulle norme per i cobot.
Autonomia e ricarica
Gli AMR funzionano a batteria. Bisogna pianificare le ricariche, possibilmente automatiche su stazioni dedicate, e considerare che il braccio consuma energia anche lui. Una cattiva gestione delle ricariche riduce molto le ore di lavoro effettive.
Quando conviene
Un cobot mobile ha senso quando un solo robot può servire più postazioni che, singolarmente, non giustificherebbero un cobot fisso. È però un progetto più complesso: richiede un ambiente ordinato, corridoi liberi e una buona connessione Wi-Fi industriale. Per un primo progetto conviene spesso partire da un cobot fisso, ad esempio su un carrello spostabile a mano.
In sintesi
I cobot mobili portano l’automazione dove serve, ma aggiungono complessità in precisione, sicurezza e organizzazione. Approfondisci le applicazioni dei cobot e l’asservimento delle macchine, oppure torna alla guida ai cobot.