Chi sta valutando l’acquisto di un cobot in Italia deve conoscere le agevolazioni fiscali disponibili, perché possono cambiare in modo importante il costo netto dell’investimento. Dal 2026 il quadro è cambiato: la Legge di Bilancio ha reintrodotto l’iperammortamento per i beni strumentali 4.0. Ecco i punti principali, aggiornati a ottobre 2026.
Avvertenza: questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un commercialista. Le regole fiscali cambiano spesso e alcuni aspetti attuativi possono essere modificati da decreti successivi.
Da Transizione 5.0 all’iperammortamento
Negli anni scorsi gli investimenti in beni 4.0 erano sostenuti soprattutto da crediti d’imposta, prima con il piano Transizione 4.0 e poi con Transizione 5.0, legata anche al risparmio energetico. La Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha sostituito questi crediti con un meccanismo diverso: l’iperammortamento, cioè la possibilità di dedurre fiscalmente un costo maggiore di quello effettivamente sostenuto.
Come funziona in sintesi
- Periodo: investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
- Maggiorazione: il costo del bene viene aumentato ai fini fiscali del 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per la parte da 2,5 a 10 milioni e del 50% per la parte da 10 a 20 milioni.
- Beni ammessi: beni strumentali nuovi compresi negli elenchi allegati alla legge, che riprendono i beni 4.0. I robot e i sistemi di manipolazione automatica rientrano tradizionalmente tra questi.
- Interconnessione: il bene deve essere collegato al sistema gestionale dell’azienda o alla rete di fornitura.
- Origine: i beni devono essere destinati a strutture produttive in Italia e prodotti in uno Stato dell’Unione Europea o dello Spazio economico europeo.
Cosa significa per un cobot
Un cobot nuovo, se rispetta i requisiti tecnici dei beni 4.0 ed è interconnesso, può rientrare nell’agevolazione. Alcuni punti meritano attenzione:
- Interconnessione reale: il robot deve scambiare dati con il gestionale, ad esempio ricevere ordini di lavoro o inviare dati di produzione. Va progettata fin dall’inizio, non aggiunta dopo.
- Origine del bene: il requisito di produzione nell’UE o nello SEE va verificato marca per marca con una dichiarazione del produttore o un certificato di origine. Non tutti i cobot sul mercato sono prodotti in Europa.
- Documentazione: serve una perizia tecnica asseverata che attesti le caratteristiche e l’interconnessione; per beni di costo unitario inferiore a 300.000 euro può bastare una dichiarazione del legale rappresentante. Serve anche una certificazione dei costi sostenuti.
- Regolarità dell’impresa: l’agevolazione richiede il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro e la regolarità contributiva.
Come muoversi
- Coinvolgi il commercialista prima di firmare l’ordine.
- Chiedi al fornitore la documentazione tecnica e la dichiarazione di origine del cobot.
- Prevedi nel progetto l’interconnessione con il gestionale.
- Conserva ordini, fatture, documenti di trasporto e verbali di collaudo.
In sintesi
L’iperammortamento 2026 può ridurre sensibilmente il costo netto di un cobot, ma richiede requisiti tecnici e documentali precisi. Inseriscilo nel calcolo del ritorno dell’investimento, come spiegato nella guida su costi e ROI di un cobot, e trova tutti gli approfondimenti nella guida ai cobot.